Accordi di libero scambio sono contratti tra Stati, che hanno l’obiettivo di liberalizzare e intensificare l’integrazione economica e il commercio tra i firmatari. Dato che di frequente sono negoziati dall’élite degli Stati economicamente rilevanti senza un mandato democratico, sono di conseguenza orientati verso gli interessi delle imprese all’interno del sistema dominante. Rendono possibile ai ricci e ai potenti di questo mondo di massimizzare senza scrupoli il loro profitto sulla pelle dell’intera società. A tal fine si limitano i diritti dei lavoratori, si peggiora la protezione dell’ambiente e si favorisce così l’aumento delle disuguaglianze economiche. I Paesi in via sviluppo si ritrovano in una situazione complicata: rischiano l’esclusione dalla zona di libero scambio oppure accettano senza condizioni e alcun influsso politico l’accordo.

TISA è la sigla di «Trade in Service Agreement» – in italiano “trattato per il commercio di servizi“. L’accordo viene negoziato a Ginevra tra l’UE, gli USA e 19 ulteriori Paesi sviluppati, tra i quali troviamo Canada, Giappone, Australia e la Svizzera.

TTIP è la sigla di «Transatlantic Trade and Investment Partnership» – in italiano „trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti”. Esso è un accordo che viene negoziato attualmente tra l’UE e gli USA. La potente associazione Economiesuisse vorrebbe coinvolgerci anche la Svizzera.

Le conseguenze della dittatura delle multinazionali

La dittatura delle multinazionali minaccia la nostra democrazia e il nostro Stato di diritto.

Le negoziazioni dei due accordi di libero scambio TTIP e TISA sono attualmente in corso dietro porte chiuse e i loro contenuti sono segreti. Né la popolazione, né i parlamenti nazionali conoscono i dettagli. In futuro, sulla base del TTIP, imprese straniere potranno fare causa a Stati nazionali per risarcimento di danno, se leggi statali limitano la massimizzazione del profitto dell’impresa, ad esempio con standard ambientali quali il divieto dell’energia nucleare. A tal proposito si inserisce un meccanismo di protezione imprenditoriale, con il quale le imprese possono opporsi a nuove misure di salvaguardia dell’ambiente, della sanità oppure sociali, presso appositi tribunali non pubblici. La sovranità statale e la democrazia verranno erose.

Ci opponiamo alla dittatura imprenditoriale, la quale deteriora il livello delle nostre strutture democratiche e lo Stato di diritto ponendo gli interessi delle imprese sopra quelli della società. Necessitiamo piuttosto un rafforzamento della democrazia e della politica rispetto alle imprese e all’economia nel suo complesso – non il contrario!

service public

La dittatura delle multinazionali minaccia il nostro servizio pubblico, il nostro sistema formativo e sanitario.

La rimozione di qualsiasi ostacolo commerciale significa di fatto l’eliminazione di qualsiasi impresa statale a favore delle privatizzazioni. Il TTIP, TISA e Co. prevedono delle cosiddette liste negative: tutti i settori non presenti sulla lista devono venire privatizzati. Alcuni di questi settori non vengono negoziati attivamente, ma se non si trovano sulla lista, oppure se ci verranno introdotti solo in futuro, vengono organizzati in modo privato automaticamente. Questi accordi portano di fatto alla privatizzazione pressoché priva di eccezioni di tutti i settori economici e di parti del servizio pubblico; sottoponendo tutto alla logica del mercato, non orientata al bene delle persone, ma piuttosto all’ambizione di arricchire con ancora meno scrupoli l’élite finanziaria globale.

La Svizzera è minacciata dalla privatizzazione totale delle FFS, della Posta, della Swisscom e del sistema formativo e sanitario. Una volta decise e implementate tali privatizzazioni, esse vigono per sempre, in quanto gli Stati perdono la competenza giuridica di promuovere statalizzazioni. Il tutto in nome della logica di profitto vigente.

service public

La dittatura delle multinazionali minaccia le nostre condizioni e i diritti lavorativi.

La privatizzazione va di pari passo con la liberalizzazione: i diritti dei lavoratori in primis verranno limitati da questi accordi, ostacolando l’introduzione o il mantenimento di salari minimi e condizioni di lavoro eque. Ulteriori misure di liberalizzazioni come gli orari d’apertura dei negozi peggioreranno inoltre ancora maggiormente i diritti dei lavoratori. Smantellamenti sociali e la privatizzazione della sanità diminuiscono a loro volta gli standard di vita dei salariati. In futuro questa evoluzione non sarà arrestabile neppure con l’uso di strumenti della democrazia diretta oppure del parlamento.

service public

La dittatura delle multinazionali minaccia la nostra natura, le nostre acque, la nostra aria e il nostro terreno.

Tramite lo smantellamento di ostacoli commerciali, gli accordi TTIP, TISA e Co. minacciano di abbassare gli standard ambientali: l’inquinamento dell’aria e delle acque verrà incrementato, le zone coltivabili verranno sfruttate eccessivamente e la biodiversità sarà compromessa. Lo spazio di manovra dei singoli Stati viene limitato in modo massiccio. Se per esempio in futuro uno Stato decidesse per via democratica di voler uscire dall’energia nucleare, questo può venir impedito tramite la giustizia parallela che vedrebbe l’élite economica globale chiedere un enorme risarcimento dei danni.

service public

La dittatura delle multinazionali minaccia la nostra salute e l’economia locale tramite la legalizzazione di alimenti geneticamente modificati e carne trattata con ormoni.

Con gli accordi TTIP, TISA e Co. le regole e gli standard di qualità dell’UE verranno adeguati a quelli degli USA. È molto improbabile che le regolamentazioni statunitensi vengino alzate ai livelli superiori di quelli dell’UE attualmente, ma piuttosto il contrario: la legalizzazione degli ormoni di crescita nella produzione di carne, la produzione di alimenti con animali clonati, l’assegnazione diffusa di brevetti per forme di vita, il trattamento di carne con cloro e batteri lattici, nonché la diffusione permessa di alimenti geneticamente modificati che nuocciono la nostra salute. Queste deregolamentazioni favoriscono unicamente la massimizzazione dei guadagni delle grandi aziende e danneggiano gravemente le persone e l’ambiente. Galline clorate e simili minacciano di espellere dal mercato i prodotti locali, biologici e di produzione equa.

La produzione dei consumatori verrebbe pure adeguata al livello statunitense, portando così con sé numerosi cambiamenti negativi. Mentre nell’Unione Europea bisogna dimostrare che prodotti chimici non comportano rischi per le persone e l’ambiente, in America vige la “presunzione d’innocenza” e prodotti chimici possono venire vietati solo se viene chiaramente dimostrata la loro pericolosità. Esempi gravosi di questa prassi sono per esempio le conseguenze tardive del materiale di costruzione amianto e del medicamento Contergan, riconosciute come tali solo quando la popolazione ne era già colpita. L’adeguamento delle direttive comporta il rischio che l’onere della prova venga posto a scapito della popolazione anche in Svizzera e in Europa.

service public

La dittatura delle multinazionali minaccia la nostra libertà e sfera privata.

TTIP, TISA e Co. scardinano la nostra libertà, minacciando una sorveglianza ancora più estesa dell’intera popolazione. Diritti d’autori eccessivi limitano l’accesso a cultura, formazione, scienza e l’uso di strumenti controversi quali i trojan di Stato e della sorveglianza di massa non basata su sospetti concreti verrebbero liberalizzati. La sorveglianza della comunicazione e della vita di tutta la popolazione causerebbe la crescita dell’apparato di supervisione mondiale. La dittatura delle multinazionali impedirebbe il respingimento o la successiva abrogazione di tali misure.

 

Manifesta con noi!

Opponiti alla dittatura delle multinazionali e lotta per più democrazia!

Assieme siamo forti – mostriamo all’élite finanziaria e politica che ci opponiamo agli accordi previsti. Chiediamo al Consiglio Federale di ritirarsi dalle negoziazioni sul TISA e non iniziare una partecipazione in quelle del TTIP, TTP e CETA. Chiediamo il divieto di corti d’arbitrato commerciale a favore della difesa e del promovimento della democrazia!

Firma ora la lettera aperta al Consiglio federale Johann Schneider-Ammann e conferma alla tua presenza alla manifestazione!

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lettera:

Fermiamo la dittatura delle multinazionali!

Egregio Signor Presidente della Confederazione Elvetica Schneider-Ammann, egregio Signor Ministro dell’economia,

Sono attualmente in corso le negoziazioni di due accordi di libero scambio, che influenzeranno in modo gravoso la Svizzera. Nel caso del TISA («Trade in Service Agreement») la Svizzera siede al tavolo delle negoziazioni, mentre nel caso del TTIP («Transatlantic Trade and Investment Partnership») si sta dibattendo riguardo una possibile partecipazione elvetica.

Siamo profondamente preoccupati da questa evoluzione: il solo fatto che accordi economici di simile portata vengano discussi in segreto, escludendo la popolazione e i parlamenti nazionali, è scandaloso. Quali cittadini reputiamo anche allarmante la prevista introduzione di meccanismi di investor-state dispute settlement, che permetteranno a multinazionali di fare causa contro leggi ritenute da loro stessi spiacevoli chiedendo risarcimenti di miliardi di franchi alla Svizzera presso corti d’arbitrato commerciale intrasparenti. La sovranità statale e la democrazia verrebbero scavalcate e i danni per le nostre condizioni di lavoro, per il nostro servizio pubblico, il nostro ambiente, la nostra salute e la nostra protezione dei dati sarebbero catastrofali.

Ci opponiamo contro la minaccia di dittatura delle multinazionali, che eroderà le strutture democratiche e lo Stato di diritto ponendo gli interessi delle grandi imprese al di sopra del bene della società. Chiediamo quindi a Lei, Signor Presidente della Confederazione Elvetica, di lasciare il tavolo delle negoziazioni finché non vige completa trasparenza e la possibilità di creare corti d’arbitrato commerciale è definitivamente esclusa dall’accordo! Inoltre sia il TTIP che il TISA devono venir sottoposti a referendum, nel rispetto della nostra tradizione democratica!

Cordiali saluti,

I firmatari

 

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